Ora signori vi presentiamo un GENIO.
Un genio che in quanto genio arriva giustamente da quel goliardico partito che è l’UDC.
Avete presente il manifesto col neonato con la scritta HOMOSEXUAL?
Ecco cosa ci scrive Luca Volontè, un busone represso che invece di scoparsi i ragazzini al parco viene a cagare il cazzo su un rinomatissimo giornate qual è Libero, a spiegare a tutti che gay è brutto.
Ecco la perla.
“Da che mondo è mondo, cioè dai tempi di Adamo ed Eva, i sessi sono due: maschio e femmina. Fin troppo ovvio, direte voi, questo lo sanno anche gli atei. Eppure, c’è chi vorrebbe radicare nella testa di tutti noi una nuova interpretazione della realtà, che nega questo presupposto fondamentale della natura. La parola tanto cara alle associazioni omosessuali, nata apposta per confondere le idee, è “gender”, termine che difficilmente si traduce in italiano con la parola “genere”. Gender è qualcos’altro, è la negazione stessa della natura. Da dato naturale, la differenza sessuale diventa concetto, categoria di pensiero. Non una cosa di cui prendere atto, ma su cui riflettere e discutere. E, nel caso, modificarla arbitrariamente. Se il sesso indica la differenza biologica (cromosomica, genetica, genitale), dunque immutabile nello spazio e costante nel tempo, il gender indica un insieme di caratteristiche, comportamenti, valori astratti rispetto al sesso.
La conseguenza più cupa e pericolosa è che la differenza tra maschio e femmina non conta più nulla, anzi: non esiste proprio! Al contrario, esiste il corpo androgino asessuato, simbolo di onnipotenza, libertà sessuale, lontananza da Dio, autodeterminazione individuale senza restrizioni e limiti. Insomma, nascono veri e propri cyborg, pronti a essere tutto e il contrario di tutto. Tanto, c’è la scienza (che a volte sfocia in fantascienza) a cambiare gli organi che non ci piacciono, a toglierne alcuni di troppo per metterne altri di più graditi. Di più, proprio in base a queste premesse assurde si giustificherebbe la nascita di qualsiasi sessualità a seconda dell’appetito o dell’istinto sessuale da soddisfare a tutti i costi.
Sulle orme di questa ideologia perversa si sta muovendo la Regione Toscana, con un manifesto che dovrebbe evitare le discriminazioni sessuali, mentre invece non è altro che un raccapricciante esempio di furore ideologico antisessuale: si vede un bambino, con il volto sfocato (almeno quello), che al polso ha il solito braccialetto di riconoscimento usato in ogni ospedale. Sopra, però, non c’è scritto il nome di battesimo, ma la parola “homosexual”. Come dire: omosessuali si nasce, non si diventa, perché è una caratteristica innata. Le strumentalizzazioni sui neonati per promuovere le pulsioni omosessuali più becere sono già inaccettabili per conto loro, ma lo sono ancor di più quando a questa vergogna concorrono le istituzioni pubbliche e un ministero compiacente come quello delle Pari Opportunità, che patrocina simili campagne-choc e sperpera il denaro pubblico assecondando il gioco delle “solite” lobby.
Dov’è finito il rispetto per i bambini? Ben lungi – sia chiaro - dal voler sottintendere parallelismi o legami impropri tra violenze sui bambini e omosessualità, abbiamo ancora negli occhi il corpicino martoriato della neonata di Napoli morta per le sevizie subite. Non possiamo tollerare che campagne istituzionali possano usare l’immagine di bambini che, a quell’età, dovrebbero solo stare tra le braccia della mamma e iniziare serenamente il proprio percorso di vita con la sessualità che la natura ha donato loro. Chi invece vorrebbe un pansessualismo senza limiti o un Paradiso terrestre abitato da “Adama ed Evo”, si rassegni”.